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		<title>Caro editore</title>
		<description>Discussione Caro editore</description>
		<link>http://fantasyeydor.com/it/articoli/caro-editore</link>
		<lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 13:54:50 +0000</lastBuildDate>
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			<title>Simòn R. scrivi:</title>
			<link>http://fantasyeydor.com/it/articoli/caro-editore#comment-427</link>
			<description><![CDATA[Wow. Questo articolo è DAVVERO qualcosa... o_O]]></description>
			<dc:creator>Simòn R.</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 13:55:31 +0000</pubDate>
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			<title>uriele scrivi:</title>
			<link>http://fantasyeydor.com/it/articoli/caro-editore#comment-105</link>
			<description><![CDATA[Bhè con la troisi hanno agito così: -tanta pubblicità -il fumetto per la panini (il film non ce lo possiamo permettede) -recensioni compiacenti -lo sfruttamento del effetto enfant prodige -lo sfruttamento di un filone (era uscito Martin in Italia, Harry Potter stava facendo sentire la sua voce e l'attenzione verso il fantasy classico stava crescendo) Lo stesso trucco, a quanto pare, sta funzionando anche in Francia (aggiungiamoci l'effetto giovane autore straniero come nel caso del boom di Eragorn in Italia) e sembra che non stia vendendo male e sia "apprezzato". Cito da una recensione francese: - http://www.actusf.com/spip/article-6383.html (penso sia l'equivalente francese di Fantasy Magazine) Traduzione approssimativa (ci sono stato per 7 mesi di tesi in Francia, ma nel centro parlavano tutti inglese, quindi perdonami qualche inesattezza :D): E si incomincia a scalpitare, ad attendere di mettere piete nel prossimo volume di avventure di questa mezz'elfa, umana troppo umana nelle sue debolezze. E di assaporare in retrospettiva la forza di questo primo volume che ci svela una giovane autrice che concede molto spazio alla sua eroina, ai suoi stati d'animo, ma senza risparmiare colpi di scena nella storia (quest'ultima frase è tradotta liberamente, ma penso sia giusta, visto che letteramente parla di "rimbalzi" della storia) Quindi anche in Francia bastano tante luci per trasformare un brutto romanzo in un capolavoro (non per niente sono riusciti a rendere un bestseller quello schifo da filosofo dei baci perugina che è "L'eleganza del Riccio"). Comincio a credere che sia perché gli editori non hanno tempo di smazzarsi i 200000 romanzi giornalieri che arrivano nei loro uffici (considera che se guardi le statistiche ci sono molti più scrittori che lettori in Italia). Visto che il lettore medio non è né particolarmente  esigente né particolarmente  esperto (quando parliamo di cliché o di mancanza di novità significa che abbiamo letto molto sull'argomento, quando non si sa nulla tutto è nuovo e originale) per quanto riguarda i romanzi di genere, tanto vale pompare sulla pubblicità e su una storia "sicura" (leggasi senza un bricciolo di novità) ed esaltare la giovane età dello scrittore. Ha senso. Poi, se venderai bene, ti potrai permettere di pubblicare qualcosa che ti piace davvero (ma che probabilmente venderà pochissimo perché è poco commercializzab ile) Ero curioso di sapere qualcosa sul sistema delle agenzie letterarie che pare funzionare molto bene in America (uno si occupa della storia, l'altro della vendità del suo prodotto agli editori, come dovrebbe essere). PS: "Mais dans le cas précis de Nihal, ce qui m'a le plus inspirée c'est Berzerk, un manga de Kentaro Miura qui présente un univers assez sombre et une grande capacité d'introspection psychologique des personnages. C'est ce qui m'a inspirée le plus pour ce personnage." -Licia Troisi Cosa le ha fatto il povero Gatsu :(]]></description>
			<dc:creator>uriele</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 11:23:50 +0000</pubDate>
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			<title>dr Jack scrivi:</title>
			<link>http://fantasyeydor.com/it/articoli/caro-editore#comment-104</link>
			<description><![CDATA[No, finora non ho trovato niente di specifico sulle case editrici. Ho letto solo qualcosa qua e là sui titoli più importanti (Twilight e Harry Potter): - Sfruttare l'azione coordinata di film e libro insieme - Creazione di un brand e vendita di altri 'accessori' - Creazione di tribù che si autosostengono e aumentano il passa parola tramite siti, social network e quant'altro - Individuazione di un filone che ha già ottenuto attenzione e sfruttamento dello stesso. (Harry sul signore degli anelli e il boom del fantasy e Twilight sui vampiri, Buffy e tutto il resto) Le cronache invece puntavano tutto sulla visibilità, con cartelloni, messe in vetrina, grafica eccezionale e simpatia verso l'autrice italiane e, anche loro, sfruttamento del filone fantasy. Però considera che le Cronache sono uscite in un mercato dove internet era ancora molto immaturo qua in Italia. Non so se può funzionare di nuovo, soprattutto perché il venditore ormai si è guadagnato la sfiducia del pubblico (sfiducia che, a occhio e croce, mi sembra in crescita). Riguardo al pubblico ne parlo nel prossimo articolo.]]></description>
			<dc:creator>dr Jack</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 09:31:32 +0000</pubDate>
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		</item>
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			<title>uriele scrivi:</title>
			<link>http://fantasyeydor.com/it/articoli/caro-editore#comment-103</link>
			<description><![CDATA[Non fa niente, alla fine ci sono sempre degli ottimi danni collaterali: io Seth Godin non lo conoscevo, adesso posso informarmi. La parte commerciale, a mio avviso, diventa predominante in fase di vendita all'ingrosso. Perché un romanzo come Perdido Street Station in Italia non ha avuto il successo di un Twilight o delle Cronache del mondo Emerso? (la risposta giusta è "perché quelli della Fanucci sono dei cani maledetti, con dei traduttori ancora più cani" :) ) Non sapresti consigliarmi qualche testo sulla struttura delle case editrici in America e degli agenti letteri?]]></description>
			<dc:creator>uriele</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 08:57:24 +0000</pubDate>
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			<title>dr Jack scrivi:</title>
			<link>http://fantasyeydor.com/it/articoli/caro-editore#comment-102</link>
			<description><![CDATA[Adesso che ho un po' più di tempo riporto in breve le tecniche di Seth. "Contiene una fantastica sorpresa" -> dare qualcosa in più a quello che si aspetta l'utente. "La mucca viola" -> offrire qualcosa che esce dai limiti per stupire e far parlare di sé. "Tribù" -> appartenere a una grande tribù aumenta ovviamente la distribuzione. Seth ha spiegato molte cose, mi risulta difficile riportarle tutte in un commento, in futuro spero di fare un topic in merito.]]></description>
			<dc:creator>dr Jack</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 18:13:50 +0000</pubDate>
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			<title>dr Jack scrivi:</title>
			<link>http://fantasyeydor.com/it/articoli/caro-editore#comment-101</link>
			<description><![CDATA[ Qui andiamo a parlare di marketing. Il concetto che hai espresso è quello di cui parla Seth Godin nel libro "Contiene una fantastica sorpresa". Per vendere Seth propone anche altre tecniche. I suoi libri che preferisco sono "La mucca viola" e "Tribù". La distribuzione di un libro per me rientra nelle materie che servono allo storyliner, anche se non è la principale penso che ne parlerò in futuro. Un editor è qualcuno che lavora con gli storyliner, avere un buon team è necessario, sopratutto quando crei videogame o film. Ma ritengo che anche uno scrittore ha bisogno di una buona crew. Il talent scout invece è esterno allo storyliner. Ma secondo me è molto importante che conosca le tecniche. Perché quando crei qualcosa di speciale (o una mucca viola come dice Seth) sfondi. Vero anche un publisher e uno storyliner devono investire. Sia tempo che denaro... che alla fine sono la stessa cosa. Quanto dipende dal tipo di progetto.]]></description>
			<dc:creator>dr Jack</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 11:02:43 +0000</pubDate>
			<guid>http://fantasyeydor.com/it/articoli/caro-editore#comment-101</guid>
		</item>
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			<title>uriele scrivi:</title>
			<link>http://fantasyeydor.com/it/articoli/caro-editore#comment-100</link>
			<description><![CDATA[Qui arriva il dr.Hyde che c'è in me. Il giovane editore decide di investire direttamente sul settore ebook saltando il cartaceo. Il nostro è un editore virtuoso e serio, che vuole fare un buon lavoro e si vergogna come un ladro a chiedere un contributo all'autore per la pubblicazione, ma non si può permettere di investire nell'editoria tradizionale visti i costi a copia e i tempi di ritorno più lunghi. Se decidesse di puntare in modo pesante sul CC, senza un valore aggiunto del prodotto commerciale, nessuno comprerebbe i suoi libri (però da buon editore è giusto che permetta ai suoi autori di intraprendere questa strada, suggerendo però di aggiungere un plus alla versione commerciale) Per quanto riguarda Zeno Clash, il suo è stato un caso molto particolare; lo studio è riuscito a far passare un messaggio che di solito ai consumatori non arriva: "Ciccio, se io non riesco a rifarmi delle spese e a guadagnarci qualcosa come cazzo speri che io riesca a fare altri giochi simili? Ci abbiamo messo tempo, anni e denaro, e certamente non lavoriamo per la gloria" Da un intervista su Gamasutra: Finché la gente non capisce che senza gli incassi sperati NON vale la pena per un'editore/casa di videogiochi spendere e puntare su qualità e originalità (qualità significa costi e tempo lavoro, originalità significa tempo di ricerca). I prezzi di vendita hanno un tetto imposto dal mercato, mentre i costi di produzione dipendono da quanto sono disposti a sborsare quelli che pagano (valore che varia a seconda delle copie da vendere stimate). Un editor buono (all'americana) costa molto, è un professionista, se il numero di copie vendute NON aumenta con un edit migliore allora taglio i costi per guadagnare di più. Il talent scout scopre una piccola perla, un racconto di nicchia che esce dai soliti cliché (diciamo un "occhi verdi" di Lucius Shepard che nessuno vede più da metà anni '80 in Italia), il libro è bello, molto più bello ed emozionante di una storia fra una ragazzina mormona in crisi ormonale e un vampiro emo, ma il mercato è più limitato, non è una storia che ci si possa aspettare che venda altrettanto. I guadagni saranno minori, ogni copia non venduta (parlo della gente a cui è piaciuto il romanzo, ma non lo compra perché ce l'ha già gratis) non incrementerà il guadagno dell'editore. Perché rischiare quando ci sono milioni di bimbiminkia che "comprano" un romanzo di merda che mi costa molto meno (che mi permette di produrre il romanzo di nicchia spalmando i prezzi sui vari prodotti)? Il mercato è domanda e offerta: se si vuole avere un buon prodotto bisogna essere disposti a pagare per averlo. Se nella prima settimana in libreria un libro vende moltissime copie e diventa visibile al lettore di Top10 best seller, aumentando ulteriormente le copie vendute ("oh...è uno dei più venduti di Maggio, deve essere per forza un bel libro"). Questa è la tecnica che hanno usato anche i Wu Ming con il nuovo Altai: il libro uscirà gratuitamente e in versione digitale -come sempre- ma con un ritardo per concentrare le vendite nel primo periodo, facendo entrare il romanzo nelle classifiche della libreria]]></description>
			<dc:creator>uriele</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 20:57:09 +0000</pubDate>
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